Intervengono con l’Autore: Gabriela Alarcón, Andrea Baldassaro, Michela Marino, Antonella Russo
leggi tuttoConferenza di Carla Pasquinelli
leggi tuttoMarie Cristine Laznik, psicanalista ALI (Paris)
leggi tuttoProlusione letta alle Giornate Europee di Maggio (2003), dedicate ai rapporti tra psicanalisi e psicoterapia, un argomento reso attuale dall’attuale attacco contro la psicanalisi ad opera di altri modelli di cura.
È vero che Fourier è dell’opinione che gli oggetti principali della matematica siano la pubblica utilità e la spiegazione dei fenomeni naturali; ma uno scienziato come lui dovrebbe sapere che l’unico oggetto della scienza è l’onore dello spirito umano e che in questa prospettiva un problema numerico vale una questione sul sistema planetario. Carl Gustav Jacob Jacobi a Adrien Marie Legendre, 2 luglio 1830
Pubblichiamo in esclusiva il testo presentato a Roma nel maggio 2003, nell’ambito delle giornate di studio internazionali: "E’ la psicanalisi una terapia efficace?". Il testo inedito di Renata Miletto rappresenta un contributo alla discussione attualissima sulla psicanalisi vs neuroscienze,
Ho trovato molto interessante nelle sue conclusioni l’affermazione che non ci troviamo di fronte non ad un diverso tipo di nevrosi (come anche di psicosi o di perversione), dato che nel mondo attuale dei manuali di classificazione diagnostica non se ne avvertiva proprio la necessità. Così come non viene rimessa in discussione la concettualizzazione lacaniana di struttura, nell’ambito delle diverse forme cliniche. Si tratta, scrive l’autore, di una clinica contemporanea delle nevrosi, riprendendo anche la terminologia freudiana di “nevrosi di transfert”.
Il nome di Jacques Lacan, psichiatra, psicanalista, autore degli Scritti e dei Seminari studiati in tutto il mondo, “maitre à penser”, e fondatore della prestigiosa Ecole Freudienne de Paris, è spesso qualificato di “eretico”. Si tratto di un’ etichetta utilizzata per stigmatizzare colui che ha preteso di seguire l’ortodossia di Freud, che si era dichiarato vero erede intellettuale di Freud, che ha rilanciato nel suo celebre Discorso di Roma del 1952 un “ritorno a Freud”, che fu l’impegno di tutta la sua vita e la sua bandiera.

di La Célibataire, 21 (2010)
Revue de Psychanalyse